caprette tibetane

Notizie e curiosità da un uliveto a strapiombo sul mar Ligure ed abitato da un branco di caprette tibetane


venerdì, novembre 26, 2004
 
 

L'isola Gallinara

poiché qualcuno nei commenti si è interessato all'isoletta che mi sta di fronte, sia per la sua forma curiosa, sia per usarla come eremo contro lo stress della vita moderna (consigliato solo nei mesi invernali, andatevi a vedere com'è a ferragosto...), ho fotografato con lo zoom la parte centrale dell'isola; sul culmine, a quota 85 mt sul mare, c'è una torre di avvistamento del tempo che i saraceni scorazzavano sulle nostre coste, la costruzione più grande è la vecchia villa padronale dei Diana, i proprietari genovesi del dopoguerra. In precedenza era un convento dei Benedettini che si dice allevassero galline da cui il nome dell'isola... In alto a sinistra c'è una piccola chiesetta con relativo minicampanile.


Come si può notare facendo riferimento all'orizzonte, il mio terreno è una decina di metri più in alto. Proprio stamattina, su una locandina dell'edicola, ho letto che è stata acquistata da un gruppo di privati: speriamo bene, coi tempi che corrono e con il rispetto del territorio che dimostrano gli attuali governanti...

scritto da caprettetibetane | 01:25 | commenti (25) | Torna su


martedì, novembre 23, 2004
 

Bellis perennis

Le sue radici carnose le hanno consentito di sopravvivere alla siccità estiva, così con le pioggie autunnali sono rispuntate le foglie e poi i delicati fiorellini... è la pratolina, che rallegra i bordi del sentiero e le scarpate con i fiorellini bianco rosa.

Certo, ogni tanto qualche capretta ne “pota” le foglie, ma ricrescono rapidamente, grazie anche concimazione delle simpatiche ruminanti.

scritto da caprettetibetane | 23:58 | commenti (10) | Torna su


giovedì, novembre 18, 2004
 
 

Metà novembre, il mare calmo ricorda le giornate di settembre, ma le giornate si sono molto accorciate, alle quattro di pomeriggio il sole è già verso il tramonto...


E' la stagione delle nerine, le ultime piante bulbose a fiorire, anche il colore più tenue è adatto alla stagione ed alle foglie che iniziano a cadere dagli alberi

 

scritto da caprettetibetane | 22:27 | commenti (20) | Torna su


sabato, novembre 13, 2004
 
 

L'estate di San Martino

Durerà poco, ma godiamoci questi giorni di sole dopo il freddo e la pioggia dei giorni scorsi. La bouganvillea con i suoi rami fioriti attira le ultime farfalle,


meno nobile ma col suo forte profumo di miele l'hiberis tapezza il prato di grappolini bianchi.

scritto da caprettetibetane | 00:19 | commenti (18) | Torna su


domenica, novembre 07, 2004
 
 

L'olio nuovo

La prima raccolta di olive è stata macinata, la fatica di una settimana di lavoro si è trasformata in un olio opaco e verdastro che col tempo diventerà limpido e dorato.

Le olive portate al frantoio erano ancora un po' verdi, staccate dai rami con una certa difficoltà; macinando olive immature la resa in olio è inferiore a quella delle olive mature, ma l'acidità è molto bassa e il gusto molto aromatico dei primi giorni diventerà più morbido quando sarà decantato.

Nell'antica Roma l'olio di olive immature era molto apprezzato, veniva chiamato onfacino, ed era usato soprattutto come unguento e per la base dei profumi, che a quel tempo venivano estratti per spremitura e macerazione; la distillazione non era conosciuta, è stata introdotta dagli arabi nel IX secolo d.c.


Nella foto una “misura” di olive, varietà colombara, raccolte immature; la misura da olive, detta anche “quarta” in quanto la quarta parte di un sacco da 50 kg., cioè 12,5 kg., rende poco più di 2 kg. di olio per le olive verdi e 2,8 per olive ben mature ( dal 16 al 23% ). Le rese possono ovviamente essere diverse a seconda della varietà e del clima, difficilmente si supera il 25%.

Olive varietà taggiasca ancora verdi

Per semplificare la raccolta, dopo aver steso a terra le reti, facciamo una potatura dei rami più lunghi, poi si fanno cadere le olive dai rami rimasti; staccate anche le olive dai rami potati, si ritirano le reti rovesciando le olive nei secchi. A questo punto entrano in azione le caprette, che erano state opportunamente rinchiuse nell'altra metà del terreno, e in poco tempo i rami potati vengono “biodegradati”, resta solo legna da ardere...

Con l'olio nuovo si possono gustare ottime bruschette, se passate dalle mie parti portatevi del pane casereccio, l'olio e l'aglio ce li metto io.



scritto da caprettetibetane | 23:47 | commenti (22) | Torna su


venerdì, novembre 05, 2004
 

Come un'enorme tela di ragno le reti per la raccolta delle olive avvolgono gli alberi...

scritto da caprettetibetane | 00:32 | commenti (10) | Torna su